Primavera

Conosco una città
dove la primavera
arriva e se ne va
senza trovare un albero
da rinverdire,
un ramo da far fiorire
di rosa o di lillà:
Per quelle strade murate
come prigioni
la poveretta s'aggira
con le migliori intenzioni:
appende un po' di verde
ai fili dei tram,ai lampioni,
sparge dei fiori
davanti ai portoni
(e dopo un momentino
se li riprende il netturbuno).
Altro dafare
non le rimane,
per settimane e settimane,
che dirigere il traffico
delle rondini,in alto,
dove la gente
non le vede e non le sente.
Di verde in quella città
(e dirvi il suo nome non posso)
ci sono soltanto i semafori
quando non segnano rosso .
(G.Rodari)

Quando ero piccola, un padre era per me come la luce del

frigorifero. Ogni casa ne aveva uno, ma nessuno sapeva realmente cosa facevano sia l'uno che l'altro, dopo che la porta era stata chiusa. Mio padre usciva di casa ogni mattina e ogni sera quando tornava sembrava lieto di

rivederci .

Lui solo era capace di aprore il vasetto dei sottaceti, quando gli altri non riuscivano.Era l'unico che non aveva paura di andare in cantina da solo.Si tagliava, facendosi la barba, ma nessuno gli dava il bacino o si impressionava per questo. Quando pioveva era lui che , ovviamente, andava a prendere la macchina e la portava all'ingresso.

Se qualcuno era ammalato, lui usciva a comprare le medicine. Metteva le trappole per i topi.Quando mi regalarono la prima bicicletta, pedalò per chilometri accanto a me, finchè non fui in grado di cavarmela da sola.Una volta gli preparai il thè, era solo acqua zuccherata, ma lui la beveva dicendo che era squisita.

Ogni volta che giocavo con le bambole: la bambola mamma, aveva un sacco di cose da fare. Non sapevo, invece, cosa far fare alla bambola papà, così gli facevo dire "Bene, adesso esco e vado a lavorare " poi la buttavo sotto il letto.

Quando avevo nove anni, un mattino mio padre non si alzò per andare a lavorare. Andò all'ospedale e morì il giorno dopo.

Allora andai in camera mia e cercai la bambola papà sotto il letto, la trovai, la spolverai e la posi sul letto.

Mio padre non fece mai nulla. Non immaginavo che la sua scomparsa mi avrebbe fatto tanto male.

Ancora oggi non sò perchè.

                                                         (Emma Bombek)

Una vecchia favola buddista, narra che un giorno, una formica cadde in un grosso barile pieno d'acqua piovana.

Arrivò un tale (si chiamava Egoismo ), vide l'insetto e gli disse :"cosa fai nel mio barile?".

Prese la formica e la sbattè lontano !

Giunse poco dopo una seconda persona di nome Tolleranza, che vista la formica, le disse "Rimani pure. Fuori fà caldo e non mi fai nessun danno ".

Finalmente un terzo vide la bestiola, le diede uno zuccherino e poi la rimise sull'albero di dove era caduta.

Si chiamava Amore ....

Non sò se vi è mai successo, ma penso proprio di si, di

raccontare a vostro figlio o ad un nipote, di come era il nostro vivere tanti anni fà; Quando era la natura a dettare i suoi tempi e tutto era più sereno,tranquillo e respirabile.Quando i valori della vita venivano dal cuore e dall'esperienza e non dalla TV ......E nel racconto avere la sensazione di raccontare quasi una favola d'altri tempi !

(Guccini F.) Il vecchio e il bambino :

 

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"




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